Osserva
Una forma, una venatura, un dettaglio. Scegli con lo sguardo una pietra e fotografala.
AMANTEA, CALABRIA · DOVE TUTTO COMINCIA
Trovare una forma dove sembra non esserci. Inventare una storia. Scoprire il proprio sguardo. Un progetto di Teresa Anna Marano per coltivare immaginazione, espressione e libertà.
Scopri Pietre Parlanti
E tu,
cosa ci vedi?
PICCOLE PIETRE, GRANDI SCOPERTE
Una passeggiata sulla spiaggia. Una pietra che attira lo sguardo. C’è chi vede una balena, chi una nuvola, chi qualcosa che non ha ancora un nome.
Con il laboratorio «Racconto di una pietra», Pietre Parlanti trasforma questa meraviglia in un’esperienza educativa. Venature, colori e contorni diventano occasioni per inventare, dare voce alle emozioni e accogliere punti di vista diversi.
PRIMA DI UN PROGETTO, UNA STORIA DI FAMIGLIA
Teresa Anna MaranoFondatrice dell’associazione culturaleTutto è cominciato con una mamma,
due bambini e il mare.
Le passeggiate sulla spiaggia, una pietra raccolta tra le mani, una domanda semplice: «Tu che cosa ci vedi?». Per i figli di Teresa, quei momenti sono diventati giochi, storie e il ricordo di un’infanzia felice.
Insieme al padre, Teresa ha lasciato loro spazio per provare, inventare e dare alle cose un significato personale. Senza imporre un’unica risposta. Una libertà che li ha accompagnati nel costruire la propria personalità e una fantasia vivissima.
Oggi quello stesso modo di guardare il mondo incontra la scuola: offrire a ciascuno il tempo, l’ascolto e la fiducia per trovare la propria voce.
DAL PROGETTO «RACCONTO DI UNA PIETRA»LA PIETRA È LA STESSA. LO SGUARDO CAMBIA.
Questa è una delle pietre presentate da Artegianato. Basta cambiare orientamento, seguire una venatura o soffermarsi su un dettaglio: una forma comincia a suggerirne un’altra.
Non conta riconoscere ciò che vede qualcun altro. Conta accorgersi di ciò che nasce nel proprio sguardo e trovare un modo per raccontarlo.
E tu, da dove cominceresti?Una forma, una venatura, un dettaglio. Scegli con lo sguardo una pietra e fotografala.
Un animale? Un pianeta? Un amico fantastico? Lascia che la tua fantasia trovi la sua strada.
Dalla pietra al foglio: dai forma a quello che vedi, con i tuoi colori e il tuo modo di disegnare.
Se ti va, presenta la tua creazione. Come si sente? Che storia ha? Ascoltiamo anche gli altri.
Portiamo via le storie. Lasciamo i ciottoli al mare.
In classe continuiamo a immaginare attraverso fotografie, sagome e disegni.
DALLA PIETRA ALL’IMMAGINAZIONE
La stessa forma può raccontare storie diverse.
Trascina sull’immagine e cambia prospettiva.

LA PIETRAIL DISEGNOTrascina sull’immagine o usa il cursore. Con la tastiera, usa le frecce.
Una balena tranquilla, che porta i suoi pensieri a fare un giro nel mare.
Una parola: TranquillitàFotografia e disegno dimostrativi creati con AI. Le vostre storie prenderanno posto qui.
COSTRUIAMO IL PERCORSO INSIEME
Un punto di partenza semplice, con profondità diverse: il gioco nella primaria, la ricerca espressiva e il lavoro di gruppo nella secondaria.
Osservazione, disegno, gioco e narrazione orale. Un ciottolo diventa un personaggio, una parola descrive come si sente, i racconti si incontrano in un quaderno illustrato di classe.
Fotografia, scrittura, grafica, voce e dizione. I ragazzi possono scegliere ruoli diversi e realizzare un breve racconto audiovisivo, esplorando forme, materiali e linguaggi espressivi.
Un’esperienza ad Amantea, tra osservazione in spiaggia e laboratorio creativo. La natura diventa il punto di partenza.
Un percorso da costruire con gli insegnanti. Dall’osservazione alla storia illustrata, fino a fotografia, voce e piccoli racconti video.
Un kit da sviluppare con carte fotografiche, un quaderno e spunti creativi. Le immagini possono poi ispirare stampe e oggetti realizzati con Artegianato.
QUALCHE CURIOSITÀ
Per bambini della scuola primaria e ragazzi della secondaria di primo grado. Come proposta iniziale: 60 minuti per 6–8 anni, 90 minuti per 9–10 anni e 120 minuti per 11–13 anni. Sono durate indicative da adattare con i docenti.
Serve solo la curiosità. Segni, macchie di colore, parole e forme sono tutti modi possibili per raccontare quello che si vede. Nessun disegno viene valutato.
Il mare è il punto di partenza del progetto, ma il laboratorio può vivere anche in classe. Bastano fotografie di ciottoli, fogli e colori; l’uscita ad Amantea è una possibilità da concordare.
Attraverso domande aperte e ascolto: «Come si sente il tuo personaggio?», «Che nome daresti a questa sensazione?». Ogni bambino sceglie se e quanto condividere. È un percorso espressivo ed educativo, non un test o una valutazione psicologica.
La galleria abbina una fotografia della pietra al disegno e a un breve racconto. Chi gestisce il progetto carica soltanto materiali autorizzati, senza volti, nomi completi o altri dati identificativi dei bambini.