D(ur)ante Alighieri

Trastevere, piazza Sidney Sonnino 5, Casa di Dante. Che non è mai stata casa sua. Chiamasi Casa di Dante un ente morale fondato dal ministro eponimo della piazza per onorar la gloria del poeta. Cent’anni fa la Casa trovò casa dietro questa targa, il Palazzetto degli Anguillara, fortino restaurato all’uopo, di cui Dante, forse, vide la Torre (che è del XIII secolo, il Palazzetto del XV). Ma dove visse Dante, a Roma? E quando?

-C’è chi dice che fu romeo eccellente nel giubileo del 1300: come spiegar sennò il senso di marcia alternato dei dannati, nel XVIII dell’Inferno, come i Roman per l’essercito molto, / l’anno del giubileo, su per lo ponte / hanno a passar la gente modo colto, / che da l’un lato tutti hanno la fronte / verso ’l castello e vanno a Santo Pietro; / da l’altra vanno verso il monte?
-Sicuramente venne l’anno dopo, nell’ottobre del 1301, ambasciatore di pene fiorentine davanti al papa Bonifacio VIII. Lo immaginiamo lungo la via Trionfale, a guadagnar pian piano l’Urbe, città di chiese e torri, medievale come tante, città di pietre, unica come Roma.
-Cosa abbia visto lo vediamo nella Commedia: il Vaticano e la sua pina, un’enorme scultura in bronzo a decorare il portico santo, la guglia, l’obelisco egizio fatto portare da Caligola, e la Veronica, il velo con l’immagine di Cristo.
-Poi il Laterano, dove stava il papa. ‘Na mirabilia e il palazzo era la meno: antiche statue, tra cui il Marco Aurelio, gli affreschi di Giotto, ma il pezzo forte era la biblioteca, “la più ricca collezione di manoscritti greci che l’Occidente avesse avuto a sua disposizione nel Medio Evo prima del Quattrocento”, scrisse qualcuno.
-Dante, però, aveva altri pensieri, tipo convincere Bonifacio VIII a non mettere le mani su Firenze favorendo i Neri. Firenze era Bianca, il poeta con lei ma il grigio, col Caetani, era impossibile: “Perché siete voi così ostinati? Umiliatevi a me, e io vi dico in verità che io non ho altra intenzione che di vostra pace”. Come no. Un colpo di stato portò i Neri al potere e Dante in esilio. Era ancora a Roma quando ricevette la condanna, ovvio che Bonifacio VIII sia poi finito nella prima Cantica.
-Resta il mistero dell’alloggio. Leggenda vuole Dante all’Albergo dell’Orso, forse la più antica locanda di Roma, dove han dimorato quasi tutti, da Montaigne a Rabelais, ma Dante no, perché l’Albergo risale al Quattrocento. Però ci piace immaginarlo in strada, a raccogliere le voci dei romani, che avranno anche imposto il parlare latino un tempo, ma allora parlavano il volgare più brutto di tutto il Bel Paese, un tristiloquium. Anvédi…

UTILITATES

-Per Roma, e le altre città toccate dal poeta, Giulio Ferroni “L’ Italia di Dante. Viaggio nel Paese della «Commedia»”, La Nave di Teseo, 2019.
-Sull’ambasceria di Dante a Roma qui.

2 pensieri su “D(ur)ante Alighieri

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