Henrik Ibsen

Roma è piena di targhe che non ci sono. Poi ne trovi una con le contropietre, in Via Crispi 55, dalle plumbee basette di Ibsen che introducono il testo sotto.

Era il 1864 quando Henrik decise di mettere anni e chilometri tra sé e un paese che non (lo) capiva più. Gli bastò lasciare le sue poche cose in una stanza modesta, al primo piano del palazzo che già allora era albergo, e tutto si rovesciò, le delusioni, la malinconia, la pagina bianca: “La bellezza del sud, il suo luminoso splendore, si rivelò all’improvviso e influenzò tutta la mia produzione successiva”.
-Un pomeriggio a San Pietro e buttò via il lavoro di un anno, riscrivendo la storia di “un uomo che vuole guarire la razza dai suoi vizi e dalle sue imperfezioni”, Brand, come ricorda la targa, un drammone alla Ibsen-Ibsen, primo di potente serie.
-Nella “benedetta quiete” italiana gli venne in mente il rovescio di Brand, Peer Gynt, l’antieroe senza qualità con la decenza di redimersi, consegnato a un eterno Mattino dalla musica di Grieg, un altro norvegese a Roma.
-Dietro il Mausoleo di Augusto incontrava gli intellettuali del Circolo Scandinavo per Artisti e Scienziati di Palazzo Correa, che a musica e poesia alternavano bevute in osteria, e fu solo il rigore innato a salvare Ibsen da vie de bohème.
-Al Circolo di Palazzo Correa (che oggi non c’è più) andava tutti i giorni ma non capiva come mai, cambiando il bibliotecario tanto spesso, nessuno pensasse a nominare una donna. E nemmeno capiva come mai le donne restassero escluse dall’assemblea generale. Propose di cambiare lo statuto ma la cosa destò scalpore tra gli scandinavi di Roma, discussioni accese con Ibsen che continuava a non capire e, intanto, a scrivere.
-Comunque, nel novembre 1879 lo statuto del Circolo venne modificato così: “Tutti gli artisti e scienziati scandinavi di ambo i sessi sono soci, se lo desiderano, e, come tali, hanno diritto di voto nell’assemblea generale”.
Il mese dopo Ibsen pubblicò Casa di Bambola.

UTILITATES
Ibsen in Italia, Claudio Magris, Aragno, 2009.
Vita di Enrico Ibsen, Alberto Savinio, Adelphi, 1979.


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