Caravaggio


Vicolo del Divino Amore 19, no, 22, no no, 41: vexata quaestio la casa del Merisi a Roma, forse è per questo che non c’è nessuna targa ma solo un inquieto murales.

Era già Caravaggio quando riuscì ad avere nell’Urbe una casa tutta per sé. Ormai alle spalle gli stenti degli inizi, la miseria, la fame, il mendicare letti e commesse. L’incontro col Cardinal Del Monte gli aveva aperto alti salotti, nobili palazzi, ma la sua musa era qui, nei vicoli di Campo Marzio, tra artisti, osterie, puttane. L’alloggio glielo trovò il committente de “La Morte della Vergine” sperando che, con un tetto in capo, finisse finalmente quella tela. L’8 maggio 1604 (per altri il 16 settembre 1603) Merisi Michelangelo anticipò tre mesi di affitto alla vedova usufruttuaria dello stabile per:
-Una casa- bottega-cielo-terra, a terra una loggetta e il cortile col pozzo e l’horto, dove pascolava Cornacchia, il nero barbone del pittore in grado di fare bellissimi giochi.
-Si entrava poi in uno stanzone e due camere, il living, dove Caravaggio viveva insieme al garzone e modello Cecco. Arredi modesti a dirla tutta, zero stoviglie, un matarazo, qualche coperta, dodici libri, due portacandele in ottone e un forzieretto dove riporre preziosi abiti frusti.
-Unico lusso un grande specchio, roba da ricchi, o roba da Caravaggio che poteva così giocare con la luce e coi suoi quadri.
-I quadri, appunto. Una rampa di scale e, sopra, la bottega, illuminata da due finestre e da una clausola che il pittore fece inserire nel contratto: smontare il solaio della soffitta per avere tutto lo spazio necessario alle sue tele. La vedova accettò, a patto che Caravaggio riconsegnasse tutto com’era.
-Qui lavorò a “La Morte della Vergine” e a “La Madonna dei Pellegrini”, ingaggiando come modelle una meretrice sozza degli ortacci per la prima e una cortigiana col figliolo per la seconda. Ma successe una cosa.

Il 29 luglio 1605 il pittore, che non pagava la pigione da sei mesi, ferì un notaio per causa di una donna chiamata Lena e fu costretto a riparare a Genova. Al suo rientro, non solo la vedova l’aveva sfrattato ma, a risarcimento del mancato affitto, si era tenuta beni e quadri. Caravaggio protestò, invano, e allora, una notte, passò sotto le finestre della donna per suonarle una serenata oscena accompagnata da sassi ed improperi.

UTILITATES
-Per ammirare “La Madonna dei Pellegrini” basta andare nella vicina Chiesa di Sant’Agostino.
-Per ammirare “La Morte della Vergine”, bisogna andare più lontano, al Louvre.

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