Jimi Hendrix (e Georg Friedrich Händel)

Comunque c’è vita oltre il Grande Raccordo Anulare, piovono pietre che parlano altre lingue. Per dire, fuori dalla comfort z-ahò-ne, tra la strade di Londra, le targhe sono 900, tutte uguali, tutte blu. A Brook Street, Mayfair, ne trovate due, separate da una porta rossa e oltre duecento anni, quanti ne correvano tra l’inquilino al numero 23, Jimi Hendrix, e quello al numero 25, Georg Friedrich Händel.

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Che non si diedero mai fastidio, se si esclude qualche passaggio ectoplasmatico segnalato dal chitarrista di Seattle (ma fu vera fantasmagoria?), ascoltatore casuale di Bach subito convertito al Messia. Hendrix si stabilì in questo appartamento il 4 luglio 1968, dopo essere stato cacciato da quello subaffittato da Ringo Starr per aver gettato varechina sui muri mentre era in acido. La sua fidanzata, Kathy Etchingham, si mise a sfogliare la pagina degli annunci di un giornale: “attichetto al terzo piano, già arredato, con cucina e bagno rosa”. 30 sterline a settimana e fu subito casa, “my first real home of my own”, disse Hendrix che:

-andò di persona a comprare tende e cuscini ai magazzini John Lewis, mischiandosi a clienti increduli di trovare una rockstar nel reparto tessuti.
-andò con Kathy a Portobello Road a cercare altri mobili, tra cui una sedia in legno di quercia, spendendo oltre mille sterline per completare l’arredamento.
-andava particolarmente fiero della camera da letto, piena di dischi (incluso il Messia), dalle finestre panoramiche pavimento-soffitto e col letto sormontato da un drappo di seta frangiata effetto baldacchino.
-su letto faceva un po’ tutto, suonava la chitarra (incluso il Messia), scriveva canzoni, rilasciava interviste, ascoltava i suoi dischi, preparava concerti. Katy usciva a passeggiare ad Hyde Park o ad ascoltare la Banda dell’Esercito della Salvezza e, quando tornava, si infilava sotto la coperta arancione, a vedere gli show preferiti di Jimi col gatto Pussy in grembo.
-sul letto mangiavano bistecche e patatine ordinate al bistrot Mr. Love sotto casa, che insieme a una bottiglia di Mateus Rosè consegnava anche un pacchetto di sigarette.
-verso sera Jimi si alzava e riceveva gli amici, George Harrison, Graham Nash, Ginger Baker e vai di baldorie e jam session, perché da Brook Street alle case del rock erano davvero due passi. Prima però rifaceva il letto, attento alle pieghe della coperta e alla simmetria dei cuscini.
La vita da star teneva lontano Jimi dal suo appartamento e da Kathy. La relazione finì e la ragazza, dopo averci vissuto un po’ da sola, lasciò la casa. Quando Hendrix tornò a Londra, cercò sistemazioni provvisorie fino a quell’albergo dove morì il 18 settembre 1970. L’appartamento di Brook Street è stato ristrutturato di recente, e, con l’aiuto di Kathy, hanno ricreato l’arredamento originale e recuperato gli effetti personali del musicista. Oggi è una casa museo, che le visite guidate trasformano in 40 minuti di pura felicità. Vale anche per Händel.

UTILITATES
-Tutte le informazioni sulla Casa Museo di Hendrix-Händel, handelhendrix.org.

 

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