Michael Collins

Una targa è un po’ come un Meridiano Mondadori: nella maggior parte dei casi, la dedica arriva quando sei già in un altro mondo. E in effetti, in un mondo altro Michael Collins c’era finito il 20 luglio 1969. Non ci mise piede, ma restare in orbita intorno alla Luna fu un gran passo lo stesso per l’astronauta americano. Che era nato a Roma, quartiere Salario, in questo palazzo di via Tevere.

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Scesi dalla Luna, Collins e compagni si preparano a “un viaggio molto più faticoso”, girare la Terra per raccontare la missione dell’Apollo 11. Con mogli e figli passano mesi a stringere mani di ogni colore, rispondere a domande in tutte le lingue, mettere in valigia medaglie e ricordi. A metà ottobre arrivano a Roma, dove vengono ricevuti al Quirinale, al Campidoglio e poi:
-Mercoledì 15 ottobre 1969, ore 17. Negli studi della Rai, Collins, Armstrong e Aldrin incontrano i giornalisti. Dicono che il loro lavoro gli piace da pazzi e li pagano pure, che se in futuro ci saranno problemi di traffico spaziale saranno niente in confronto a quelli di Roma, che, rispetto ai russi, gli americani han fatto andare due uomini sulla Luna e li han fatti tornare indietro e che, quando ha rivisto Armstrong e Aldrin, Collins è stato felice.
-Giovedì 16 ottobre, ore 10. Paolo VI li accoglie al Vaticano, elogiandoli perché col loro coraggio hanno superato il timore dell’incognito. Ha pregato per loro, in ogni istante, rendendo grazie a Dio per quello che hanno scoperto sulla Luna e per come sono tornati sulla Terra. Alla fine benedizione per tutti e scambio di doni: una maiolica con la stella cometa il Papa, una riproduzione della targa lasciata sulla Luna i “lunauti”.
-Giovedì 16 ottobre, ore 16. In via Tevere 16 arriva una lunga auto nera scortata da poliziotti. Dentro ci sono Michael Collins e la moglie Patricia, che scendono davanti al palazzo dove 39 anni prima è nato l’astronauta. Il padre era un generale maggiore dell’esercito presso l’ambasciata americana e per questo Collins ha passato qui i primi anni di vita. Scoperta la targa in suo onore, Collins ringrazia il sindaco di Roma e gli dice che vorrebbe tornare ogni mese a spolverare il marmo. A spese del Comune, però.

Michael Collins era una persona ironica. Tra i tre “lunauti” non c’era amicizia, ma lui coniò l’espressione decisamente più accettabile di “cordiali estranei”. E quando gli chiedevano della solitudine cosmica vissuta durante l’allunaggio rispondeva: “So what?”. Anche la moglie Patricia non era da meno. Di quel 20 luglio ricordava soprattutto che nell’ora in cui le mogli americane attendevano i mariti al ritorno dal lavoro, lei aveva il suo nello spazio, “appeso a un cavo di sicurezza di 50 piedi, che si srotola pericolosamente fuori dal portello aperto di una navicella”.

UTILITATES
-Dell’inaugurazione della targa in via Tevere esiste un video dell’Istituto Luce. Questo il link.
-Anche la conferenza stampa dei tre dell’Apollo 11 in Rai la potete rivedere qui.

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