Charles Dickens

Non c’è una targa, non c’è una via, una piazza, un circoletto, niente. Anche se Charles Dickens a Roma è passato, si è fermato, ne ha scritto. Ma Roma, niente. Honni soit qui mal y pense però…

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Nell’estate del 1844 la famiglia Dickens di Londra decide di venire in Italia. Una vacanza dritta, semplice, anche perché che grand tour poteva mai fare uno, a 32 anni, con una moglie amata di noia, una cognata che sarebbe stata meglio, sei figli educati-ma-sei, un paio di governanti acide e un factotum schizzato detto il Magnifico Corriere? Partire, forse sperare di archiviare quell’ultimo libro incompreso e trovare qualcos’altro da dire. Il 30 gennaio del 1845 i Dickens entrarono in Piazza del Popolo, scesero all’Albergo Meloni e Charles pensò: “Non è vero”.

-Non era la Roma sognata, di cumuli, pietre e rovine, ma una città viva come altre, di strade fangose e casino, di gente a passeggio e ambulanti. Il cielo era grigio, pioveva e il suo entusiasmo si spense.
-Giorno numero 2, San Pietro. Grande maestà, grande gloria, gran piazza, ma non provai nessuna emozione.
Giorno numero 3, Colosseo, Fori &C.: vedere tutto ciò è come vedere il fantasma di Roma, decrepita città perversa. E’ la più impressionante e triste visione che si possa immaginare.
Giorno numero 4, via Appia: non è che un campo di rovine, un deserto di disfatta antichità, squallido e malinconico.
-Giorno numero 5, cerimonia a San Pietro: nulla di solenne, piuttosto vi si coglieva un che di comico e pacchiano.
Giorno numero 6, il carnevale: riassumo, due giorni di festa totale, a cui i romani pensano il resto dell’anno con straziante nostalgia. Che faccio, continuo?

No, dai, Pictures from Italy è tutt’altro che il taccuino di un incontentabile Rome-trotter. Sospirava l’antico, ma cercava l’uomo. Come Mrs Davis, un’orrida turista inglese a metà tra Mrs Bennet e Augusta Proietti; come i modelli e le modelle di piazza di Spagna, sconosciuti noti a tutti per il loro incarnare dei tipi ritratti nelle gallerie di mezzo mondo; come quel condannato a morte, la cui esecuzione son pagine rare di dramma profondo. Ma su tutti vince la descrizione dei martiri di Santo Stefano Rotondo: un incubo che nessuno potrebbe avere nemmeno se mangiasse un porco crudo a cena.

UTILITATES
-La basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio è fuori Rossellino, dentro Pomarancio e un ciclo di affreschi horror che neanche Lucio Fulci. Quattro pallini.
Pictures from Italy racconta anche Genova, Bologna, Ferrara, Venezia, o meglio Dickensland, come ha detto qualcuno. Quattro pallini.

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