Jean Auguste Dominique Ingres

Finisce sempre così. Che Roma è bella ma non ci vivrei e poi ci resti una vita. Successe al pittore Jean Auguste Dominique Ingres, che ci restò, con qualche parentesi, più di vent’anni. Molti li passò in Via Gregoriana, come ricorda la targa al numero 34.

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Arrivò nel 1806, per studiare all’Accademia di Francia, anche se in Francia l’avevano stroncato. Proprio lui, che di Francia si credeva il primo pittore, meglio perfino del suo Maestro, David. Tempo di mandar giù l’amaro e sarebbe tornato a Parigi, a riprendersi la rivincita. Invece rimase perché:
-al primo pittore di Francia piaceva questa zona di Roma, piena di artisti e stranieri, i soliti Winckelmann, Thorvaldsen, Mengs, anche se lui era più uno da Raffaello.
-al primo pittore di Francia piacevano i soldi di Roma, dei funzionari imperiali disposti a pagar la qualunque per le sue pose di gloria e d’antico.
-al primo pittore di Francia piaceva far l’amore a Roma, con la figlia di un archeologo danese, che pure ad onesta proposta rispose “no grazie”.
-il primo pittore di Francia si sposò comunque a Roma, con una cugina modista, mai vista, la cara Madeleine ma fu un matrimonio felice.
-il primo pittore di Francia piaceva ai nuovi ricchi di Roma, quelli che la Restaurazione, tanto da potersi permettersi una casa più grande, sempre in via Gregoriana, dove al pennello alternava sovente il violino.
-il primo pittore di Francia, Roma, se la fece piacere visto che in Francia, quando provava ad esporre, continuavano a stroncarlo. “Genio freddo”, “Ruba i colori alla Morgue”, insomma, vabbè…
-il primo pittore di Francia a Roma fece carriera. Divenne direttore di Villa Medici, poi un monumento, poi un dio, come quelli che dipingeva lui. E dal suo olimpo borioso lanciava frecciate all’oggi e al domani. “Rossini? Musica da parrucchiere”, “Il 1848? Cannibali rivoluzionari”.

Monsieur Ingres lasciò Roma nel 1841. Tornò in patria, e, stavolta, da profeta. All’improvviso si accorsero delle sue odalische, dei suoi bagni turchi e gli diedero la Légion d’Honneur ma soprattutto quell’onore concesso solo ai visionari, far luce alle avanguardie. Per uno che il futuro era una terra straniera… A proposito, Ingres e la sua passione per il violino (da cui l’espressione Violon d’Ingres per indicare un hobby d’artista) ricordano qualcosa? Indizio, Man Ray.

UTILITATES
-Per visitare, e bisogna visitarla, l’Accademia di Francia a Villa Medici info: https://www.villamedici.it.

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