Federico Zuccari

Ogni tanto bisogna entrare nelle storie dalla porta di servizio. Tipo questa di Via Gregoriana 30, un mascherone che pare ingoiarsi la strada, come a Bomarzo e allora capisci perché il palazzo del pittore Federico Zuccari lo chiamavano “Casa dei Mostri” (c’è anche una targa sull’ingresso principale, in Via Sistina 64).

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Capriccio poetico tra l’orrido e lo stravagante, ché il buon Federico voleva stupire, da fuori e da dentro. Schiattassero d’invidia quei potenti che l’avevano umiliato, quei colleghi che l’avevano calunniato o tutti quelli che l’avevano ignorato. Li avrebbe guardati dall’alto di Trinità dei Monti, dal grande lotto di terra che nel 1590 comprò per:
-costruire la casa dove avrebbe alloggiato moglie e figli, un piano nobile di lussi e comodità.
-costruire la casa che, morto lui, avrebbe dovuto alloggiare giovani artisti dal nord delle Alpi, in memoria del fratello Taddeo, anch’egli pittore.
-decorare la casa con affreschi che celebravano Taddeo, i figli, il nonno e i parenti tutti, una teoria di gente che nemmeno l’Ara Pacis. 

-decorare la casa con affreschi che celebravano lui e la sua arte, e ovunque il suo stemma, il pan di zucchero.
-spenderci dietro così tanto tempo e denaro che si riempì di debiti e fu costretto a lavorare duro, lontano da Roma, dove il suo stile non piaceva più.
-morire ad Ancona, lasciando ai figli quadri, disegni, cimeli e i debiti di cui sopra. E i figli dovettero vendersi la casa. 

Il nuovo proprietario alzò l’edificio di due piani. All’inizio del Settecento lo prese in affitto Maria Casimira di Polonia, che a sua volta fece altri lavori di ampliamento, creando un vivace salotto dove entrò perfino l’opera. Ma negli anni a seguire si realizzò anche il sogno d’arte di Zuccari: abitarono qui Winckelmann, David, Reynolds mentre D’Annunzio lo prese in prestito per il suo Andrea SperelliOggi il Palazzetto Zuccari è incluso in un complesso che ospita la ricchissima Bibliotheca Hertziana, 800 mila foto e 307 mila libri sull’arte italiana dal Medioevo all’età moderna.

UTILITATES
-Per info sul Palazzetto: http://www.biblhertz.it/it/home/.
-Per una storia di Federico Zuccari “Taddeo e Federico Zuccari, fratelli pittori del Cinquecento”, di Cristina Acidini Luchinat, Jandi Sapi Editori.

 

 

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