Hans Christian Andersen

Il brutto anatroccolo? Non ve l’avrebbe mai raccontato nessuno se Hans Christian Andersen non fosse venuto a Roma, tra la fine di ottobre del 1833 al febbraio del 1834, in questo palazzo di Via Sistina 104.

andersenLa solita strada per uno straniero in città, l’insolito Grand Tour del figlio di un ciabattino in carriera. Aveva un talento mostruoso, mancava la forma, serviva l’Italia, Firenze poi RomaScelse una casa che gli assomigliava, sottile e alta, dove la fantasia poteva volare. Intanto passeggiava, in tasca un taccuino e una matita, la musa, hai visto mai.

-l’inizio fu zoppo, la pagina bianca incombeva, schiacciata da una bellezza così grande che le idee mi vengono solo per essere rigettate. 
-allora si mise a disegnare di getto, palazzi, Bonaparte, Venezia, ville, Albani, Borghese, fantasticando sugli illustri inquilini e sulle loro storie.
-fantasticava pure sulla bottega del salumaio sotto casa decorata con fili di salsicce avvolte in foglie d’ alloro, o su tre ragazzini di Via di Ripetta, degni del migliore Pinelli. 
-ripercorreva i tormenti di Torquato Tasso sul Gianicolo, riuscendo perfino a scriverci una poesia.
-e quanta materia nella visita al cimitero dei Cappuccini in via Veneto, tra teschi e solo teschi, o al Colosseo di notte, tra rovine e fantasmi. 
disegno dopo annotazione, Andersen raccolse un piccolo album di viaggio sentimentale. Sfogliando quelle pagine improvvisate riuscì finalmente a scrivere il suo primo romanzo L’improvvisatore, il primo romanzo moderno della letteratura danese. La storia di un giovane povero che dopo mille tribolazioni un bel giorno spicca il volo. Ricorda niente?

Andersen partì da Roma per continuare il suo Grand Tour a Napoli. Ma la città del papa gli era entrata dentro e ci tornò altre volte. Gli piaceva incontrare gli artisti stranieri come lui, mischiarsi a costumi tanto diversi dai suoi, il carnevale così ricco e troppo breve, le cerimonie religiose così esagerate da diventare caricatura. Non so se alloggiò sempre in questo palazzo che lo ricorda solo con una targa. Occhio a non cercarlo nella Casa Museo Andersen: quella è di Hendrik Christian, lo scultore. Ma andateci lo stesso.

UTILITATES
-“L’improvvisatore”, di H.C. Andersen, a cura di B.Berni, Elliot editore.
-Andersen scrisse anche un diario di viaggio in Italia, “Il bazar di un poeta”, a cura di M. Rinaldi, Robin editore.

 

 

2 pensieri su “Hans Christian Andersen

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