George Gordon Byron

Questa è una targa abusiva. Nel senso che se guardate in alto, in Piazza di Spagna 66, non troverete scritto che in una stanza al secondo piano si fermò Lord George Gordon Byron.

targabusiva

Una vita in vacanza, dieci anni in Grand Tour, gli mancava Roma. Arrivò il 29 aprile 1817. Sarebbe venuto anche prima, ma troppi gli inglesi per strada, un branco di stupidi allucinati che cercano di apparire sontuosi spendendo il meno possibile. Sarebbe rimasto anche dopo, ma senza l’amante di turno, Marianna, sto male. Si fermò 22 giorni, fermo mica tanto:
-cavalcava sempre, dentro e fuori Roma, facendosi travolgere dai millenari silenzi della campagna tra Albano, Ariccia, Frascati.
-cavalcava sempre, soprattutto di notte, quando le rovine brillavano meglio d’antico.
-trovava in quelle rovine lo specchio dei suoi tormenti, romanticheggiando sul passato perduto dell’Urbe (e anche suo).
-trovava riprovevole lo stato presente dell’Urbe (non suo), specie davanti a uno spettacolo come le esecuzioni di Mastro Titta, così impressionanti che ci mise un po’ a riprendersi.
-trovava riprovevole il tour-ismo dei soliti inglesi, incapaci di distinguere la statua equestre di Costantino da quella di San Paolo.
trovava che, nonostante tutto, Roma nell’insieme di antico e moderno supera la Grecia, restandone incantato come da una cappelliera ornata di pizzi. Incanto che chiuse in poesia, il canto del giovane Aroldo.

Prima di lasciare Roma, Byron entrò nello studio dello scultore Thorvaldsen. Si mise in posa, capello mosso, sguardo accigliato. Thorvaldsen gli disse: «Stia fermo, non deve fare quella faccia». «È la mia ». Lo scultore lo tirò giù dal piedistallo, ma a busto finito George Byron commentò: «Non mi somiglia. Io ho l’aria più infelice». Quel busto ha ispirato la statua di Byron al Trinity College di Cambridge. Se non potete andare fin là, a Villa Borghese c’è questa copia.

UTILITATES
-A dire il vero, dentro al palazzo di Piazza di Spagna 66 una scuola di lingua aveva fatto realizzare una targa in onore di Byron. Oggi però hanno cambiato sede.
-George Gordon Byron, “Vita attraverso le lettere”, Einaudi.

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