John Keats

Se siete a Roma, in Piazza di Spagna, in alto guarderete senz’altro. Guardate anche in alto a destra, al numero 26, alla Keats-Shelley House. Suonate e fermatevi tanto dove John Keats si fermò troppo poco. Voleva vivere, gli toccò morirci.

keatsepigrafe

La sua brumosa Albione alla sua tisi bene non faceva. Cercava il sole, un clima mite, da qui il viaggio in Italia, senza alcun desiderio di Grand Tour. Col pittore Joseph Severn arrivò a Roma il 15 novembre del 1820. Affittarono un appartamento al secondo piano, con camino e due camere da letto. Tre scellini al giorno e molte spese, ma la zona era tranquilla allora, c’erano inglesi, soprattutto c’era un dottore, il dottor Clark. Keats:
-riscaldava, raramente, i piatti della vicina Osteria del Lepre, perché il dottor Clark diceva che mangiando niente sarebbe guarito dalla tisi.
-faceva, raramente, passeggiate, a Villa Medici, al Pincio, talvolta perfino cavalcate, perché il dottor Clark diceva che con un po’ di moto sarebbe guarito dalla tisi.
-fece amicizia, al Pincio, con Isaac Elton, un ufficiale sul quale aveva messo gli occhi Paolina Borghese, una civetta con smanie di comando.
-contemplava Roma, dal Pincio, con la testa rivolta a Fanny, pensando che avrebbe dovuto averla con sé quando stava bene.
-non riusciva a leggere o a scrivere nulla, nonostante Roma, per il male sempre più sottile, la vita già postuma.
-tossiva nel suo lettino a barca, sulla testa un soffitto dipinto di fiori, quasi una prova gentile della tomba.
-ascoltava lo zampillare della Barcaccia e forse non è venuto a caso l’epitaffio qui giace uno il cui nome è stato scritto sull’acqua.
-ascoltava il fedele Severn, che aveva noleggiato un pianoforte, convinto che Haydn e Piazza di Spagna potessero dargli un po’ di respiro.

Il respiro di John Keats si interruppe appena tre mesi dopo il suo arrivo a Roma, il 23 febbraio 1821. Aveva 25 anni. Il pianoforte venne bruciato insieme agli altri mobili del poeta, per disposizioni igieniche. La targa sulla casa reca incisa anche una lira greca dalle corde spezzate, la stessa che trovate nel Cimitero Acattolico, dove c’è la tomba di Keats con l’epitaffio di cui sopra (vicino c’è la tomba di Severn). La Keats-Shelley House è uno dei Musei più belli della Capitale. Perché si può sfiorare la vita, attraverso la ricevuta del noleggio di un pianoforte o un soffitto dai fiori tristi.

UTILITATES
-Alla Keats-Shelley House c’è una ricchissima biblioteca “romantica”. Se andate giovedì 18 ottobre, alle 17 c’è anche una conferenza. Tema, Mary Shelley e l’Italia.
-Il Cimitero Acattolico è in zona Testaccio. Info qui.

2 pensieri su “John Keats

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