Aldo Palazzeschi

Se siete a Roma, tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Rinascimento, andate a Via dei Redentoristi, che dicono essere la strada più corta della città. Al numero 9 fermatevi e guardate in alto. Anche Aldo Palazzeschi si fermò qui, al quinto piano, interno 7, per fare quello che di solito si fa in una casa: viverci. E ci visse, più di trent’anni.

palazzo

Era il 1941, era rimasto un orfano attempato e solo voleva rimanere. Troppi gli sguardi addosso nella sua Firenze, e tra Parigi e Venezia scelse Roma, perché tutti se ne infischiano di te e di quel che ti riguarda. Anche i parenti, come quella cuginetta che lo accolse bambino in stazione  – la prima volta dell’Aldino a Roma, su un treno in ritardo – al grido di “Ma va ammorì ammazzato!”. Cosciente dunque il funambolo si arrampicò fino a quest’attico dove:

-sul terrazzo coltivava fiori, ortaggi, frutta, tanto che una volta raccolse 82 pesche.
-accumulava mobili antichi, poltrone in raso, ninnoli e porcellane
, fino al pezzo forte dello studio, la collezione di tazzine rococò.
-collezionava quadri preziosi dell’amico De Pisis, tutti comprati precisava.
-allontanava ogni traccia di modernità, né radio, né telefono, o tv, solo una vecchia stilografica orgogliosa.
-Plebe Bellocchio, la fedele governante, lo accudiva in tutto, ma quando al pomeriggio riceveva gente pensava a tutto lui: apriva la porta, Che piacere vederla! e serviva il tè coi pasticcini.
-gli ospiti erano pochi, rari, ma ben scelti, Penna, i Bellonci, Cecchi, Baldini, ai quali rispolverava incendiari ricordi.
-ogni tanto usciva, per far spese all’Upim, per camminare dietro il Pantheon, tra la folla di questa città 
dove tutto volgeva alla serenità, al buono e all’ottimismo, cercando l’anonimato. Poi, se per strada lo riconoscevano, era più contento. 

Roma non fu solo poesia per Palazzeschi (che infatti le dedicò un romanzo, disincantato e decadente, Roma ovviamente). Una volta, dopo aver colto una pianta nel roseto comunale, un vigile gli inflisse una grossa multa, nulla in confronto a quella per i diritti d’autore che non aveva dichiarato. Per non parlare dei ladri, che un’estate gli saccheggiarono la casa. Oggi a Via dei Redentoristi 9 ci sono abitazioni private. Palazzeschi condivide la sua targa con l’attrice Adelaide Ristori. Il palazzo l’aveva fatto costruire il marito, il marchese Giuliano Capranica del Grillo e lei era un’Angelina Jolie in crinoline. Ma questa è un’altra storia. E un’altra pietra parlante. Stay tuned. 

UTILITATES
-Se andate su questo sito delle Teche Rai, c’è uno splendido Palazzeschi proprio dentro la casa di Via dei Redentoristi.
-Da vedere la vicinissima Basilica di Sant’Andrea della Valle, col suo cupolone e la cappella che ispirò Puccini per Tosca.

 

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