Margaret Fuller

Se siete a Roma, in Piazza Barberini, e riuscite a guardare in alto, fermatevi al numero 2. Dal dicembre del 1848 al giugno del 1849 si fermò qui anche Margaret Fuller, la prima giornalista professionista americana e poi scrittrice, femminista, amica di Mazzini, insomma, una che vale proprio la pena ricordare.

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Per il New York Daily Tribune scriveva di una città in tumulto, proprio come lei, che a San Pietro conobbe un marchese squattrinato, più giovane e ignorante, Giovanni Angelo Ossoli. Non poteva nascere niente e infatti nacque Angelino, mentre Roma (ri)nasceva Repubblica. Il bambino fu mandato a balia a Rieti, Giovanni sistemò Margaret dietro questa targa, al terzo piano, perché una marchesa Ossoli, emancipata e straniera meglio di no. A lei stava bene così, forse il matrimonio c’era stato di nascosto, e poi:
-l’alloggio era grande, baciato dal sole, con un caminetto eccellente, un salottino e costava poco.
-aveva dei vicini di casa divertenti, una spaventosa principessa russa con i baffi e una grassa signora inglese che dà tutti i suoi soldi alla chiesa.
-vedeva, dalla finestra, Piazza Barberini, il Palazzo Barberini, il Quirinale e i giardini del papa.
-non lo vedeva più, dalla finestra, il papa, ma l’amico Mazzini, avvolto nel suo sogno tricolore.
osservava, al tramonto, gli artisti uscire dagli studi, i contadini giocare alla morra.
sentiva, a San Giuseppe, da una bancarella sotto casa, il profumo delle zeppole fritte da uomini con il grembiule bianco e il berretto frigio.

-a un certo punto, però, vide i francesi, l’assedio, la morte. Scese a dare una mano, come regolatrice dell’Ospedale Fatebenefratelli. Riuscì perfino a organizzare un ospedale al Quirinale, nei cui giardini passeggiava coi feriti.

Poi tutto finì, la Repubblica Romana, le corrispondenze per il Tribune, il soggiorno di Margaret in città. Dopo una sosta in Toscana, decise di tornare in America, con Giovanni e il figlio Angelino. La traversata fu un incubo. ma il 19 luglio del 1850 avvistarono la costa. Mancavano pochi metri alla loro nuova vita, che non vissero mai perché una tempesta improvvisa si mangiò la nave con tutti i passeggeri. Oggi, nel palazzo dove visse Margaret in Piazza Barberini, ci sono abitazioni e una Guest House. I romani hanno dedicato alla Fuller anche un Viale, a Villa Sciarra, un gran bel parco alle pendici del Gianicolo. In origine pare fosse consacrato alla ninfa Furrina, protettrice delle acque. Pensa te.

UTILITATES
-Per ripercorrere quella stagione speciale, restate in zona Gianicolo, al Museo della Repubblica Romana
-Quando uscite dal Museo, fatevi un bel gelato al latte di capra a La Gourmandise. 

 

2 pensieri su “Margaret Fuller

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