Giacomo Leopardi

Se siete a Roma, su Via dei Condotti, fermatevi al numero 81 e guardate in su. Anche Giacomo Leopardi si fermò qui, dal 6 novembre 1831 al 17 marzo 1832, dopo aver preso in affitto quattro stanze del terzo piano insieme all’amico Antonio Ranieri.
Ranieri inseguiva un’attrice del Teatro Valle, Leopardi inseguiva Ranieri e una salute migliore. Ma sperava di restarci poco, Roma gli faceva proprio schifo.

leopardi-zoom

Glielo aveva già fatto nove anni prima, quando c’era venuto col suo bauletto pieno di illusioni. Ma Roma era troppo grande per contenerle tutte, per non parlare delle donne romane, che non la danno. Il secondo soggiorno capitolino non prometteva meglio, Leopardi lo battezzò subito esilio acerbissimo e cominciò a: 

-lamentarsi delle quattro camere affittate, con mobili e due letti ma senza servizio e lavaggio biancheria, dove spendeva un botto, perché quella di Piazza di Spagna era la zona degli stranieri, quindi si pagava quattro volte ma si era serviti da cani.
lamentarsi della cucina romana, troppo pesante per il suo stomaco, tanto che Ranieri gli faceva arrivare piatti light dalla vicina “Trattoria del Lepre”, un famoso ristorante davanti a casa, al civico 11.
-uscire malvolentieri perché le strade erano così infernali che camminarci sopra mezz’ora stancava di più che passeggiare due ore per Firenze o per Bologna.
-uscire malvolentieri per questa città che non finisce mai, dalle distanze che non facevano per lui, dove peraltro c’erano recanatesi ovunque, canaglia curiosa e pettegola.
-uscire malvolentieri solo per ricambiare visite noiosissime, tra i vessilli impolverati di una città reazionaria, che gli facevano passare la voglia di palazzi e colonne.
-scrivere poco, solo lettere atrabiliari ad amici e parenti, poi una a Fanny, il suo amore senza amore. Una lettera che sempre un po’ atrabiliare è, ma è anche qualcosa di più (la voce è di Alessandro Tedeschi).

Leopardi lasciò l’Urbe per Firenze, felicissimo, un poco migliorato in salute, pentito solo di non aver rivisto San Pietro, il Colosseo e il Foro. Le quattro stanze di Via dei Condotti 81, oggi, appartengono a privati. La Trattoria del Lepre rimase in attività fino al 1880. Ci hanno mangiato in tanti, Melville faceva un pasto completo con 19 cents, Gogol’ ordinava sempre minestra e agnello, o pollo. 

UTILITATES
-Per mangiare minestra e agnello, oggi, e non lontano, sedetevi a La Matricianella
-Per il Leopardi romano leggete Questa città che non finisce mai

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.